La tua famiglia in rete

Sfruttare appieno le potenzialità di condivisione e apprendimento che ci offre Internet è un privilegio. Proteggere le nostre famiglie dalle insidie del mondo online è una necessità e un dovere.

Il gioco delle tre identità

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Il concetto di identità era, un tempo, un concetto semplice e lineare. Difatti ogni persona aveva due identità: una personale e una sociale.

La sua identità personale derivava dalle caratteristiche intrinseche che la rendevano unica – fisiche, di attitudine e di comportamento.

La sua identità sociale, invece, si formava grazie ai contributi di chi gli stava attorno: gli amici, i familiari, i conoscenti.

Questi membri della comunità rispondevano e reagivano rispetto alle peculiarità della sua identità personale, cioè interagivano a seconda di come la persona si vestiva, si atteggiava e si relazionava con gli altri.

Poteva cambiare la sua identità personale variando il modo di vestire, le parole che usava o il proprio comportamento; poteva anche modificare quella sociale, scegliendo di frequentare persone diverse o mutando il suo status convolando a nozze o intraprendendo una specifica carriera lavorativa.

Ovviamente in entrambi i casi c’erano dei limiti e certamente alcune epoche e società diverse erano più o meno favorevoli ai cambiamenti.

Nell’era industriale, con l’avvento delle grandi città, è stato poi più semplice cambiare identità: si poteva interagire con molte più persone e quindi avere più scelta sulle proprie identità e bastava cambiare città per ricominciare da capo. Si era tutti un po’ più anonimi e all’occorrenza ci si poteva facilmente ricostruire una storia e una reputazione.

Poi è arrivato Internet, l’internet che conosciamo, e si è complicato tutto.

Alle due identità sopravvissute per secoli se n’è aggiunta una terza: l’identità virtuale.

Questa nasce quando ad un ragazzo è finalmente dato il privilegio di frequentare il mondo online, e da lì lo accompagna indefinitamente. Inizialmente si tratterà di una identità che ha molti tratti in comune con l’identità personale. Questa onestà intellettuale tuttavia potrebbe non durare per sempre: molti ragazzi esprimono in linea una personalità diversa da quella che hanno dal vivo.

Ci sono molti ragazzi timidi e introversi che si trasformano in piacevoli capolavori di saggezza, in grado di dispensare consigli e raccomandazioni a tutte le età e su tutti gli argomenti. O al contrario esistono ragazzi divertenti che in linea si trasformano in perfidi e odiosi saccenti, o semplici osservatori passivi delle dinamiche altrui.

L’identità virtuale è particolare per molti aspetti: intanto può essere anonima e, con l’illusione dell’impunità, portare alla trasformazione di alcuni aspetti comportamentali.

Inoltre, grazie all’abbassamento della soglia delle inibizioni, anche in assenza di particolari artifici, può trasformare una persona completamente – può addirittura arrivare ad essere pungente e sfrontata, o semplicemente profonda e diretta, nel bene e nel male, anche quando nella realtà non lo è.

Inoltre la platea in ascolto è potenzialmente vastissima: un blog in linea può essere letto da chiunque, un commento su un sito di un politico può arrivare a tantissime persone con un singolo click e la foto della propria casa può raggiungere facilmente numerosi occhi indiscreti.

Soprattutto – l’identità virtuale può essere molteplice, ed ogni istanza possedere le sue caratteristiche.

Devo dire che molti dei nostri ragazzi non hanno per fortuna l’impeto di creare identità parallele: cercano di essere loro stessi. In caso contrario occorre agire subito cercando di capire se è un gioco innocente o lo sfogo di un disagio, consultando eventualmente uno specialista in materia.

Tieni presente che la rete dei loro contatti reali, un sottoinsieme solitamente corposo della totalità di quelli virtuali, tende a minimizzare e criticare comportamenti e dichiarazioni difformi ed eccessive da quelli reali e attribuibili al singolo tramite il meccanismo delle interazioni sociali in linea: spesso ad ogni azione del singolo, corrisponde una reazione dell’audience – un ragazzo ci pensa solitamente due volte prima di “postare” un commento o una dichiarazione che potrebbe generare una reazione a catena tra i suoi sostenitori.

Paradossalmente, questa terza identità moderna “segna” le persone nel tempo a tal punto che di fatto frena eventuali cambi di identità sociali e personali: chi cambia luogo e modi si porta comunque dietro una storia. Raramente un ragazzo che trasloca azzera il suo profilo in linea per ripartire da zero, anzi esso rappresenta una sorta di impronta digitale della propria essenza, che viene quindi preservata.

Il mio consiglio personale è quello di avvicinarsi alle identità virtuali dei ragazzi tanto quanto basta (senza abusarne, non essere spia che fa il doppio gioco!) per verificare che abbiano il buon senso dell’equilibrio in ciò che dicono e ciò che fanno, ovviamente commisurato con la loro età.

Conoscere la loro terza identità sarà istruttivo, bello e divertente!

Tieni presente che i ragazzi di oggi condividono in linea molto più di ciò che dal vivo facevano i loro coetanei anche solo dieci anni fa. Il diario segreto di una volta si è trasformato in una personale enciclopedia pubblica, anzi fatta per il pubblico. Qualunque esso sia e senza che neanche l’autore se ne accorga.

A volte però i ragazzi esagerano, e non parlo solo della condivisione delle informazioni personali a tutto il mondo – pratica sbagliata e sottovalutata da tutti.

Parlo della normale educazione dell’apparenza. Per capire ciò che intendo, e soprattutto per farlo capire ai tuoi ragazzi, investi qualche minuto per un gioco inusuale: cerca su Internet un profilo di Facebook particolarmente piccante o imbarazzante, ma non troppo – non avrai che l’imbarazzo della scelta.

Basterà il profilo di un compagnetto di scuola, oppure quello di un coetaneo sconosciuto – ce ne sono davvero tanti aperti a tutti. Parolacce, allusioni, offese piuttosto che informazioni personali, frasi ad effetto o profondissime espressioni emozionali sul proprio stato d’animo.

Scrivete su più fogli le frasi che colpiscono di più.

Appendete assieme i fogli su una maglietta bianca con delle spille da balia e solo quando avrete finito chiedi a tuo figlio con voce solenne di uscire di casa. Osserva la sua reazione: il livello di accondiscendenza nel fare questo gesto può servire a entrambi – basta l’intenzione, la reazione impulsiva, e non è necessariamente detto che si debba uscire per strada!

Servirà a te per capire a quale livello si attesta il meccanismo di difesa della reputazione nella testa del tuo ragazzo, servirà a lui per capire quanto possa essere imbarazzante condividere liberamente e senza inibizioni ciò che ci passa per la testa.

La sua terza identità ed il modo in cui la costruisce, la difende e la evolve sono tutti elementi utili e interessanti per conoscere meglio il tuo ragazzo e per guidarlo, ove necessario, nel costruire tale terza identità in maniera appropriata e consona alla sua età.

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