La tua famiglia in rete

Sfruttare appieno le potenzialità di condivisione e apprendimento che ci offre Internet è un privilegio. Proteggere le nostre famiglie dalle insidie del mondo online è una necessità e un dovere.

Chissà come si divertivano

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Erano anni che non facevo una vacanza in un villaggio turistico ed è stata una bellissima opportunità per osservare come la tecnologia abbia davvero lasciato segni profondi. E’ davvero cambiato tutto: il nostro modo di consumare le interazioni, il nostro modo di serbarne il ricordo, il nostro modo di dare per scontato che sia educato guardare il cellulare, mentre l’altro ti sta parlando guardandoti educatamente negli occhi.

IMG_8193Il cellulare, per l’appunto.

E’ lui lo strumento del cambio: basta vedere la foto qui di fianco, scattata durante il classico siparietto degli animatori del villaggio.

Oltre al mio erano decine i dispositivi che riprendevano, mentre altrettanti postavano furiosi in Rete.

Milioni di bit di ricordi ed emozioni, in diretta, che se solo quelli del villaggio turistico avessero stabilito e condiviso un hashtag per ogni ondata di vacanzieri, avrebbero trasformato lo scorrere di informazioni sterilmente personali in un torrente in piena di condivisione sociale.

E i nostri ragazzi ?

Se il mondo dei grandi brulica di tecnologia e di quella piccola, noiosissima mania del condividere e del farsi i fatti degli altri, perché non dovrebbe essere così anche per i giovani ?

E di fatti lo è. Come sempre i nostri ragazzi ci osservano, ci imitano e poi dopo un po’ elaborano modi originali per distinguersi.

Il branco di adolescenti era sì indipendente e affiatato, con dinamiche adolescenziali di vecchio, sano stampo, ma era davvero ricco di dispositivi mobili: telefonini di ogni forma e colore, iPad e tablet, qualcuno anche con il PC. Molti a sostituzione della macchina fotografica, tutti oggetti di socializzazione estesa. Whatsapp e Facebook la facevano da padrone, con tanti, tantissimi video e foto.

Mi sono chiesto se fosse sano questo brulicare di bit, tra giornate di mare e notti in discoteca. La risposta è assolutamente positiva, a patto che lo strumento elettronico rappresenti solo un’estensione della socialità in prima persona, un complemento e non un sostituto. Aspetto, peraltro, da vigilare con energia e da correggere senza esitazione, ove necessario.

I nostri figli hanno diritto a godersi appieno il bello delle esperienze dei contatti umani e sociali propri del mondo reale, evitando che si rovinino troppo presto come gli attori, poco immaginari e molto reali, di questo bellissimo video virale .

E prima come si faceva a socializzare, a tenersi in contatto, a divertirsi, ad imparare, a crescere?

Chissà come si divertivano, recitava il titolo di un romanzo di Asimov. Titolo quanto mai attuale, direi.

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