La tua famiglia in rete

Sfruttare appieno le potenzialità di condivisione e apprendimento che ci offre Internet è un privilegio. Proteggere le nostre famiglie dalle insidie del mondo online è una necessità e un dovere.


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Gli adolescenti adorano i dispositivi mobili

A partire da oggi gli adolescenti avranno una ragione in più rispetto alle generazioni precedenti per poter affermare che “nessuno ci capisce”.
GlobalWebIndex ha recentemente pubblicato un report (che si può scaricare da QUI) che illustra alcune delle loro abitudini on-line.

L’utilizzo massivo dei cellulari e delle App mobile da parte degli adolescenti si conferma come trend prioritario del 2013: dal terzo al quarto trimestre dell’anno scorso gli utenti adolescenti di Snapchat sono aumentati del 60%, Kik +59%, WeChat +54%, WhatsApp +43%. Sono tutte App disponibili esclusivamente per i cellulari.

I dispositivi mobili sono infatti sempre più importanti per gli adolescenti – il 68% di essi usa un cellulare per accedere ad Internet, confrontato con il 23% che usa un tablet – indice del fatto che per i giovani quanto la barriera di costo dei dispositivi più nobili sia ancora difficile da superare. A riprova di ciò, il 55% degli adolescenti che usa un tablet afferma di condividerlo regolarmente con qualcun altro.
Il sistema operativo Android, sia per la prima che per la seconda categoria, risulta il più popolare.

Facebook risulta ancora il social più utilizzato: l’87% degli adolescenti in giro per il mondo (meno la Cina) possiede un account, tuttavia l’utilizzo attivo di questo social decresce dal 48% al 39%. Stessa sorte per Twitter (-3%), Youtube (-7%) e Google Plus (-4%).

Circa il 64% degli adolescenti afferma di acquistare mensilmente contenuti digitali, con la musica che si posiziona al primo posto, seguita dall’acquisto di App e successivamente dal pagamento di abbonamenti per videogiochi multigiocatore.

La maggior parte degli adolescenti praticano il cosiddetto “second-screening”, cioè usano un secondo schermo (un tablet, un PC, un cellulare) MENTRE guardano la TV. Il 72% di loro lo usa per chattare, mentre il 52% lo utilizza per giocare ai videogiochi.

Insomma, uno scenario in continua evoluzione che vedrà non solo colossi come Facebook continuare a comprare App come Instagram e WhatsApp inseguendo gli spostamenti degli adolescenti, a riprova come gli equilibri di qualche mese fa stiano gradualmente mutando, ma anche come ci si debba aspettare nuove dinamiche pubblicitarie originali sia per forme che per contenuti; la pubblicità, che tipicamente attrae il grosso degli investimenti in questo nuovo mondo (si veda un esempio di pubblicità su Vine) e la conseguente attenzione dei media.

Soprattutto, un’evoluzione da comprendere appieno per stare al passo coi tempi – una piacevole sfida per noi genitori.

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La mania di iperconnessione mobile

E’ davvero colpa nostra, o più semplicemente anche noi siamo vittime di questa mania di iperconnessione mobile?

Un’indagine condotta in Gran Bretagna da Opinion Research ha evidenziato come sia in crescita il comportamento di piccoli e adolescenti che si ostinano ad usare sempre più il mondo virtuale per interagire con le persone, nonostante queste siano fisicamente nelle vicinanze e quindi di fatto a disposizione.

Purtroppo pare che non tutti i genitori non si attivino per correggere tale comportamento: nel 65% dei casi li lasciano soli a connettersi con chi vogliono, e per quanto tempo lo desiderano.

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Occorrerebbe quindi vigilare con una maggiore frequenza, guidando i ragazzi a preferire i rapporti di persona ove possibile.

Il problema è che molti genitori sono essi stessi vittime di questa moda: sempre con un telefonino in mano, sempre a consultare un tablet. Non possiamo pretendere che i loro figli facciano diversamente! E’ bene ricordare infatti che anche nell’era super tecnologica che stiamo vivendo i genitori rimangono per i ragazzi il modello di riferimento principale.

Ben vengano quindi sane e moderne regole di utilizzo dei dispositivi, chiare ed inequivocabili. Ma non dimentichiamoci che i nostri figli vedono e imitano i nostri comportamenti: se vogliamo davvero ritornare ad avere un po’ di umano e di vero nei nostri rapporti interpersonali dobbiamo iniziare a lavorare su noi stessi, e dare il buon esempio.

Per approfondire – Ragazzini di oggi “rapiti” da tablet e telefonini e Quei ragazzi troppo connessi figli del cattivo esempio e 18 regole sull’uso di iPhone, un anno dopo


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L’era biomediatica

Oggi a Roma è stato presentato l’11esimo Rapporto Censis-Ucsi sulla Comunicazione, una fotografia della comunicazione digitale della società italiana del 2013.

I dati forniti sono stati tanti, le informazioni sulle dinamiche sociali estremamente interessanti tanto da parlare di rivoluzione dei comportamenti sociali: siamo entrati nell’era della “biomediatica”, in cui la condivisione delle nostre vite tramite il mezzo elettronico, abilitato dalla grande Rete, è diventata un cardine fondamentale del quotidiano sociale, economico e culturale.

Il rapporto spiega che “Assistiamo a un ulteriore salto di qualità nel rapporto degli italiani con i media. L’interazione tra l’ambiente comunicativo e la vita quotidiana degli abitanti di territori ipertecnologici sta producendo una vera e propria evoluzione della specie”.

Per gli under 30 i numeri sono importanti: l’84,4% dei giovani si connette a Internet tutti i giorni, il 73,9% per almeno un’ora al giorno, il 46,7% con il wifi. Per informarsi usano Facebook (il 71%), Google (65,2%) e YouTube (52,7%). Il 60,9% scarica le app sul telefono o tablet.

Ma questi numeri diventano significativi solo quando li si compara con quelli della popolazione intera: gli utenti internet italiani sono il 63,5% (contro il 90,4% dei giovani), gli utilizzatori di YouTube sono il 38,7% della popolazione complessiva (contro il 68,2% dei giovani). L’uso dei cellulari continua a crescere (+4,5% rispetto al 2012) tanto che il 39,9% degli italiani usa smartphone sempre collegati in rete, contro l’utilizzo dei giovani che è al 66,1%.

Ciò dimostra che mediamente, a fronte di una popolazione di giovani nativamente digitali, esiste un ritardo delle generazioni più adulte – i genitori. Non parliamo poi dei nonni digitali: solo il 21,1% degli anziani italiani utilizza Internet.

Se il 90% dei giovani sono su Internet contro il 63% dell’intera popolazione significa in pratica che ogni 10 giovani ben 9 sono su internet, mentre ogni 10 persone della popolazione totale (assumendo che ogni coppia di adulti abbia 1,2 figli in media) abbiamo 6 genitori e poco più di 3 figli, quindi il 63% si riferisce a 3 figli (perché la quasi totalità è su Internet) e a 3 adulti.

A spanne, e con ragionamenti certamente grossolani, significa che 3 genitori su 6 non utilizzano internet.

La metà. La metà dei genitori non usa Internet e quindi ha in linea di principio difficoltà a vigilare su un sano uso della grande Rete.

Questi numeri non tengono poi conto delle nicchie di servizi, tecnologie e scenari in cui i ragazzi eccellono e nei quali decisamente superano in scaltrezza i meno giovani. In pratica, ci sono molti ambiti esclusivamente frequentati da giovani, che mantengono ben lontana la vigilanza genitoriale.

Da dove iniziare?

Non spaventarti di chiedere a loro se sei disorientato nel mare agitato della tecnologia: ti sorprenderai di come i tuoi figli saranno estremamente entusiasti di condividere, di collaborare e di insegnare ai meno giovani di casa.


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Chissà come si divertivano

Erano anni che non facevo una vacanza in un villaggio turistico ed è stata una bellissima opportunità per osservare come la tecnologia abbia davvero lasciato segni profondi. E’ davvero cambiato tutto: il nostro modo di consumare le interazioni, il nostro modo di serbarne il ricordo, il nostro modo di dare per scontato che sia educato guardare il cellulare, mentre l’altro ti sta parlando guardandoti educatamente negli occhi.

IMG_8193Il cellulare, per l’appunto.

E’ lui lo strumento del cambio: basta vedere la foto qui di fianco, scattata durante il classico siparietto degli animatori del villaggio.

Oltre al mio erano decine i dispositivi che riprendevano, mentre altrettanti postavano furiosi in Rete.

Milioni di bit di ricordi ed emozioni, in diretta, che se solo quelli del villaggio turistico avessero stabilito e condiviso un hashtag per ogni ondata di vacanzieri, avrebbero trasformato lo scorrere di informazioni sterilmente personali in un torrente in piena di condivisione sociale.

E i nostri ragazzi ?

Se il mondo dei grandi brulica di tecnologia e di quella piccola, noiosissima mania del condividere e del farsi i fatti degli altri, perché non dovrebbe essere così anche per i giovani ?

E di fatti lo è. Come sempre i nostri ragazzi ci osservano, ci imitano e poi dopo un po’ elaborano modi originali per distinguersi.

Il branco di adolescenti era sì indipendente e affiatato, con dinamiche adolescenziali di vecchio, sano stampo, ma era davvero ricco di dispositivi mobili: telefonini di ogni forma e colore, iPad e tablet, qualcuno anche con il PC. Molti a sostituzione della macchina fotografica, tutti oggetti di socializzazione estesa. Whatsapp e Facebook la facevano da padrone, con tanti, tantissimi video e foto.

Mi sono chiesto se fosse sano questo brulicare di bit, tra giornate di mare e notti in discoteca. La risposta è assolutamente positiva, a patto che lo strumento elettronico rappresenti solo un’estensione della socialità in prima persona, un complemento e non un sostituto. Aspetto, peraltro, da vigilare con energia e da correggere senza esitazione, ove necessario.

I nostri figli hanno diritto a godersi appieno il bello delle esperienze dei contatti umani e sociali propri del mondo reale, evitando che si rovinino troppo presto come gli attori, poco immaginari e molto reali, di questo bellissimo video virale .

E prima come si faceva a socializzare, a tenersi in contatto, a divertirsi, ad imparare, a crescere?

Chissà come si divertivano, recitava il titolo di un romanzo di Asimov. Titolo quanto mai attuale, direi.


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Un Nintendo DS, DSLite, DSi, DSi XL, 3DS in modalità protetta

La console portatile Nintendo DS con i suoi 155 milioni di pezzi venduti nelle sue più diverse espressioni – Nintendo DS, Nintendo DSLite, Nintendo DSi, Nintendo DSi XL, Nintendo 3DS – è la la console per videogiochi più venduta della storia. La prima versione è stata presentata nel 2004.

Anche il Nintendo può essere un veicolo di potenziale insicurezza verso la grande rete ed è per questo che esistono una serie di opzioni per configurarlo in modalità “protetta”.

Parliamo del cosidetto Filtro Famiglia.

L’opzione Filtro Famiglia di Nintendo ti consente di impedire che i tuoi ragazzi utilizzino alcune delle funzioni della console, come ad esempio l’accesso a Internet o la condivisione di contenuti.

Non esiste un vero e proprio sistema di parental control, ma semplicemente la possibilità di attivare o disattivare le funzionalità di navigazione: se fornisci l’accesso a Internet non è possibile impostare alcun filtro che impedisca di andare su alcuni siti piuttosto che altri.

Il consiglio è quello di disabilitare la funzionalità di Internet, etichettandola come una esperienza “povera” e obbligando i ragazzi a usare sistemi più evoluti come i PC o i tablet, che possono quindi essere monitorati.

Per impostare il Filtro Famiglia parti dalla schermata di Home, tocca Impostazioni e scorri fino alla terza pagina. Seleziona l’opzione Filtro Famiglia.

La procedura guidata inizialmente ti spiegherà come impostare il filtro, poi ti chiederà un codice pin di 4 cifre.

Ti verrà richiesto di inserire nuovamente il codice per verifica.

Dovrai anche selezionare una domanda segreta da un elenco e digitare una risposta – essa verrà usata qualora non ricordassi più il codice pin.

Potrai quindi decidere se limitare l’accesso ai giochi appartenenti ad una certa fascia di età. Scorri le opzioni finchè la classificazione in base all’età è appropriata: i giochi che hanno una classificazione per una età maggiore non potranno essere abilitati, a meno che non venga inserito il pin.

Inoltre scorrendo le opzioni successive potrai decidere se abilitare i messaggi Pictochat (invio e ricezione di messaggi e disegni da altri utenti), il download DS (la possibilità di giocare con più utenti nelle vicinanze fisiche, utilizzando solo una cartuccia di gioco), l’accesso al Nintendo Shop, il browser nintendo DSi (che permette, tramite una versione del browser Opera, di navigare liberamente su Internet) e l’accesso ai contenuti personalizzati degli utenti.

Nella console Nintendo 3DS è anche possibile impostare la visualizzazione della console in modo che sia possibile utilizzare la modalità 2d, invece di quella 3d.

Una volta abilitato il Filtro Famiglia anche il menù di configurazione della connessione a Internet, che trovi sempre tra le voci del menù Impostazioni, sarà protetto dal codice pin.

Pochi semplici passi per fare in modo che i nostri ragazzi non cadano in trappole potenzialmente pericolose con il loro dispositivo portatile!


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Amici per la pelle con un iPhone e un iPad

L’iPhone ha fondamentalmente cambiato il panorama delle comunicazioni mobili sin dal suo debutto, nel lontano 2007, quando Steve Jobs lo presentò come “un cellulare non solo per comunicare, ma come simbolo del tuo stile di vita”.

Allo stesso modo l’iPad è stato subito molto popolare fin dal suo esordio nel 2010.

Anche il dispositivo iPod Touch è stato un campione di incassi fin dal 2001.

Altrettanto famoso è recentemente diventato l’iPad Mini.

Sono tutti dispositivi che godono di una solida reputazione e di una capillare distribuzione planetaria.

Fortunatamente tutti questi dispositivi utilizzano il medesimo sistema operativo, e in pratica mostrano modalità, comportamenti e funzioni simili.

Tutto ciò che descriverò di seguito può essere trasparentemente applicato ai dispositivi di cui sopra.

Le schermate seguenti sono state prese su di un telefonino e si riferiscono alla versione di sistema operativo iOS6 (iPhone 3GS e superiori, iPad di seconda generazione e superiori, iPod Touch di quarta generazione e superiori), sebbene siano facilmente riconducibili anche alle versioni precedenti.

I semplici passi di seguito descritti ti permetteranno di disabilitare alcune funzionalità del dispositivo e di organizzare una difesa mimale per i tuoi ragazzi.

Una volta abilitate le restrizioni sarai infatti in grado di:

  • disabilitare/abilitare l’uso di specifiche App,
  • navigare in maniera sicura e controllata,
  • introdurre limitazioni nell’uso dell’App Store,
  • abilitare restrizioni sul consumo di contenuti, quali video, libri e musica.

ATTENZIONE: iOS6 non prevede la gestione multiutente, pertanto le configurazioni di seguito si riferiscono al dispositivo, le cui attività sulla rete risulteranno pertanto limitate e controllate. Se il vostro dispositivo è condiviso tra adulti e ragazzi dovrete ogni volta abilitare e disabilitare le restrizioni, a seconda di chi lo sta utilizzando in quel momento.

Il tuo dispositivo è dotato di un browser standard che si chiama Safari. Pur con tutti i pregi del mondo, ha un piccolo difetto fondamentale: non è possibile configurarlo in modalità sicura. E’ necessario quindi sostituirlo. Esistono numerosi browser alternativi e sicuri, che puoi ricercare nell’App Store tramite parole chiave come “safe Internet” o “navigazione sicura”.

Dopo una veloce cernita ho trovato questi browser alternativi che ti segnalo, a mero titolo di esempio:

  • K9 Web Protection Browser
  • Ranger Browser – Safe Internet Browser with Customizable Parental Controls
  • AVG Family Safety Browser
  • Mobicip Safe Browser

Provali e decidi quale sia il più adatto per tutelare i tuoi ragazzi.

Prima di esplorare le restrizioni da applicare al dispositivo, provvedi a scaricare un browser che sia in grado di offrire una navigazione protetta per i tuoi figli.

Cerca l’icona Impostazioni nel menù principale, quella che mostra gli ingranaggi, e selezionala:

Iphone_Parental_Control_1

Arriverai al menù Impostazioni:

Iphone_Parental_Control_2

Da qui seleziona Generali:

Iphone_Parental_Control_3

Cerca l’opzione Restrizioni, dovrebbe essere disabilitata: abilitala selezionando Abilita restrizioni.
Il tuo dispositivo ti chiederà una password, inseriscila ma non dirla ai tuoi ragazzi!

Non dimenticarti tale password – non c’è modo di recuperarla.

Iphone_Parental_Control_4

Per una protezione minimale è opportuno disabilitare il browser Safari, l’App YouTube (ove presente) e inibire la possibilità di installare nuove App:

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Il browser Safari non è in grado di fornire sessioni di navigazione protette, pertanto è necessario disabilitarlo. Assicurati di aver già installato una App alternativa, come descritto precedentemente.

E’ anche necessario disabilitare l’App YouTube (se presente) e obbligare i ragazzi a visionare i video tramite il browser sicuro: quando visiti il sito di YouTube dal loro dispositivo mobile sarai sicuramente ridiretto alla versione mobile del sito di YouTube. Scorri fino alla fine della pagina di YouTube e seleziona Desktop. Da lì potrai utilizzare lo stesso meccanismo di protezione che usi sul browser standard.

Occorre infine disabilitare l’installazione di nuove applicazioni obbligando i ragazzi a chiedere il tuo permesso ogni qualvolta vogliano aggiungere una nuova App. Questa scelta disabilita di fatto l’intero App Store (scompare l’icona) e con essa la possibilità per i ragazzi di installare eventuali applicazioni inappropriate.
Puoi opzionalmente lasciare abilitata l’installazione di App e fare in modo che le restrizioni di età dell’App Store facciano da filtro, ma attenzione che non sempre la catalogazione è precisa, efficace o semplicemente aggiornata.

Per riabilitare specifiche funzionalità è sufficiente seguire i passi di cui sopra, inserire la password e riportare le funzionalità in vita.

E’ importante disabilitare la funzionalità di geotagging per tutte le App. La geolocalizzazione è la modalità che permette (generalmente in automatico, una volta che si è approvata inizialmente) di far sapere agli altri il luogo esatto dal quale si sta postando o scattando una foto.
E’ importante spiegare ai ragazzi il valore di questa restrizione: rivelare la loro posizione esatta a tutti potrebbe significare che dei malintenzionati possano apprendere le loro abitudini studiando i loro movimenti (la scuola che frequentano, l’oratorio dove si divertono o l’ubicazione della loro abitazione).

Per disabilitare la geolocalizzazione, seleziona Localizzazione dal menù Restrizioni e inibiscila:

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Il passo successivo è quello di mettere filtri al download di alcuni contenuti quali musica, podcast, filmati e libri. Dal menù Restrizioni puoi esplorare il sottomenù Contenuto consentito:

Iphone_Parental_Control_6
Disabilita la riproduzione di musica e podcast con contenuti per adulti, scegliendo la voce Musica e podcast, infine deselezionando l’opzione Explicit:

Iphone_Parental_Control_7

L’opzione Explicit si riferisce non solo ai nuovi acquisti, ma anche ai contenuti acquistati in precedenza e che pertanto, se non adeguati per le regole di filtraggio, non saranno comunque disponibili sull’iPhone.

Prosegui imponendo ulteriori restrizioni sui contenuti di filmati, libri e applicazioni (nel caso tu non abbia disabilitato completamente l’installazione di nuove App):

Iphone_Parental_Control_8

Iphone_Parental_Control_9

Iphone_Parental_Control_10

Le restrizioni si applicano solo all’installazione delle App, non alla presentazione delle stesse nell’App Store: se l’installazione App è abilitata e configuri il filtro, le App per adulti (e le relative descrizioni) saranno comunque elencate e visibili.

Buona sicurezza sui meladispositivi !