La tua famiglia in rete

Sfruttare appieno le potenzialità di condivisione e apprendimento che ci offre Internet è un privilegio. Proteggere le nostre famiglie dalle insidie del mondo online è una necessità e un dovere.


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La mania di iperconnessione mobile

E’ davvero colpa nostra, o più semplicemente anche noi siamo vittime di questa mania di iperconnessione mobile?

Un’indagine condotta in Gran Bretagna da Opinion Research ha evidenziato come sia in crescita il comportamento di piccoli e adolescenti che si ostinano ad usare sempre più il mondo virtuale per interagire con le persone, nonostante queste siano fisicamente nelle vicinanze e quindi di fatto a disposizione.

Purtroppo pare che non tutti i genitori non si attivino per correggere tale comportamento: nel 65% dei casi li lasciano soli a connettersi con chi vogliono, e per quanto tempo lo desiderano.

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Occorrerebbe quindi vigilare con una maggiore frequenza, guidando i ragazzi a preferire i rapporti di persona ove possibile.

Il problema è che molti genitori sono essi stessi vittime di questa moda: sempre con un telefonino in mano, sempre a consultare un tablet. Non possiamo pretendere che i loro figli facciano diversamente! E’ bene ricordare infatti che anche nell’era super tecnologica che stiamo vivendo i genitori rimangono per i ragazzi il modello di riferimento principale.

Ben vengano quindi sane e moderne regole di utilizzo dei dispositivi, chiare ed inequivocabili. Ma non dimentichiamoci che i nostri figli vedono e imitano i nostri comportamenti: se vogliamo davvero ritornare ad avere un po’ di umano e di vero nei nostri rapporti interpersonali dobbiamo iniziare a lavorare su noi stessi, e dare il buon esempio.

Per approfondire – Ragazzini di oggi “rapiti” da tablet e telefonini e Quei ragazzi troppo connessi figli del cattivo esempio e 18 regole sull’uso di iPhone, un anno dopo

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L’era biomediatica

Oggi a Roma è stato presentato l’11esimo Rapporto Censis-Ucsi sulla Comunicazione, una fotografia della comunicazione digitale della società italiana del 2013.

I dati forniti sono stati tanti, le informazioni sulle dinamiche sociali estremamente interessanti tanto da parlare di rivoluzione dei comportamenti sociali: siamo entrati nell’era della “biomediatica”, in cui la condivisione delle nostre vite tramite il mezzo elettronico, abilitato dalla grande Rete, è diventata un cardine fondamentale del quotidiano sociale, economico e culturale.

Il rapporto spiega che “Assistiamo a un ulteriore salto di qualità nel rapporto degli italiani con i media. L’interazione tra l’ambiente comunicativo e la vita quotidiana degli abitanti di territori ipertecnologici sta producendo una vera e propria evoluzione della specie”.

Per gli under 30 i numeri sono importanti: l’84,4% dei giovani si connette a Internet tutti i giorni, il 73,9% per almeno un’ora al giorno, il 46,7% con il wifi. Per informarsi usano Facebook (il 71%), Google (65,2%) e YouTube (52,7%). Il 60,9% scarica le app sul telefono o tablet.

Ma questi numeri diventano significativi solo quando li si compara con quelli della popolazione intera: gli utenti internet italiani sono il 63,5% (contro il 90,4% dei giovani), gli utilizzatori di YouTube sono il 38,7% della popolazione complessiva (contro il 68,2% dei giovani). L’uso dei cellulari continua a crescere (+4,5% rispetto al 2012) tanto che il 39,9% degli italiani usa smartphone sempre collegati in rete, contro l’utilizzo dei giovani che è al 66,1%.

Ciò dimostra che mediamente, a fronte di una popolazione di giovani nativamente digitali, esiste un ritardo delle generazioni più adulte – i genitori. Non parliamo poi dei nonni digitali: solo il 21,1% degli anziani italiani utilizza Internet.

Se il 90% dei giovani sono su Internet contro il 63% dell’intera popolazione significa in pratica che ogni 10 giovani ben 9 sono su internet, mentre ogni 10 persone della popolazione totale (assumendo che ogni coppia di adulti abbia 1,2 figli in media) abbiamo 6 genitori e poco più di 3 figli, quindi il 63% si riferisce a 3 figli (perché la quasi totalità è su Internet) e a 3 adulti.

A spanne, e con ragionamenti certamente grossolani, significa che 3 genitori su 6 non utilizzano internet.

La metà. La metà dei genitori non usa Internet e quindi ha in linea di principio difficoltà a vigilare su un sano uso della grande Rete.

Questi numeri non tengono poi conto delle nicchie di servizi, tecnologie e scenari in cui i ragazzi eccellono e nei quali decisamente superano in scaltrezza i meno giovani. In pratica, ci sono molti ambiti esclusivamente frequentati da giovani, che mantengono ben lontana la vigilanza genitoriale.

Da dove iniziare?

Non spaventarti di chiedere a loro se sei disorientato nel mare agitato della tecnologia: ti sorprenderai di come i tuoi figli saranno estremamente entusiasti di condividere, di collaborare e di insegnare ai meno giovani di casa.