La tua famiglia in rete

Sfruttare appieno le potenzialità di condivisione e apprendimento che ci offre Internet è un privilegio. Proteggere le nostre famiglie dalle insidie del mondo online è una necessità e un dovere.


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E’ nato #natiperNavigare

Duecentodiciotto pagine, quarantunomilasettecentonovantasei parole e tante, tantissime notti di scrittura creativa.

Finalmente ci siamo: dopo cinque anni di volontariato, con emozionanti incontri, appassionanti interazioni ed un percorso creato con bimbi, adolescenti, genitori ed insegnanti nasce #natiperNavigare.

Un libro di carta e un e-book per impostare un sano discorso educativo adatto per i tempi moderni, restare sempre al passo con le ultime novità tecnologiche e soprattutto con le modalità migliori per mettere al sicuro i bimbi e gli adolescenti anche nella vita virtuale su Internet.

Sfruttare appieno le potenzialità di condivisione e apprendimento che ci offre la rete Internet è un privilegio, proteggere la nostra famiglia dalle insidie del mondo online è una necessità.

Con #natiperNavigare ti spiego come.

 

Clicca QUI o la copertina sotto per saperne di più.

#natiperNavigare

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Trecce di dati – le nuove norme sulla privacy di Facebook

La condivisione sui social network dilaga. D’altronde, siamo animali sociali e Internet è un meraviglioso fattore moltiplicativo.

A volte un po’ troppo direi: siamo oltre la condivisione, siamo nell’era dell’intreccio, della trama che ci descrive.

Facebook ha recentemente aggiornato le norme sulla privacy :

“Facebook può suggerire a un tuo amico di taggarti in una foto scansionando e confrontando le foto del tuo amico con le informazioni raccolte dalle altre foto in cui sei stato taggato. Questo ci consente di proporre suggerimenti.”

“Facebook aggrega i dati dalle informazioni di cui già dispone su di te e i tuoi amici. Ad esempio, Facebook può utilizzare i tuoi dati personali per stabilire quali amici mostrarti nelle Notizie o per suggerirti di taggarli nelle foto che pubblichi. Possiamo combinare la tua città attuale con tua posizione GPS o altre informazioni sulla tua posizione, ad esempio per informare te e i tuoi amici sulle persone e gli eventi nelle vicinanze o proporti offerte che potrebbero interessarti.”

Essenzialmente ciò significa che ogni qualvolta invii una foto a Facebook, posti un commento o semplicemente esprimi una preferenza attivi degli algoritmi che permettono a Facebook stesso di visionare le persone che ti sono accanto in una foto, di analizzare il contenuto e gli autori di eventuali commenti e di considerare la località dalla quale hai inviato il messaggio. Sono sicuro che il semplice visionare una foto da parte di qualcuno sia già di per sé un’indicazione importante per Facebook.

E siccome Facebook ha fatto scuola fin d’ora, mi aspetto che questo fenomeno di intreccio dati sia proprio di altri social network e che presto le norme sulla privacy di questi cambino a catena.

Sapere che lo si facesse era una cosa, vederlo scritto nero su bianco è un’altra. Devo dire che un po’ mi spaventa, perché è una dichiarazione di tutela, questa volta però non nei nostri confronti.

In pratica le foto e le informazioni di te e dei tuoi figli che usano i social network per descriversi e definirsi, piuttosto che il sano spirito di condivisione e compartecipazione dei genitori che li porta a postare senza pudore bagnetti e buffe situazioni con le pappe, concorrono a sbiadire i confini tra il mondo virtuale e il mondo reale: qualcuno costruisce relazioni, aggrega dati e modella identità.

In poche parole da qualche parte nel mondo virtuale c’è un pezzo di noi.

Attenzione a ciò che i nostri figli postano e attenzione a ciò che postiamo noi di loro. Occorre farlo con moderazione e occorre celare appropriatamente le informazioni: diamo accesso solo a chi conosciamo, consapevoli che c’è sempre un occhio elettronico che aggrega dati e inferisce relazioni.

Facciamo sì che un giorno, in età adulta, i nostri figli possano scegliere quali informazioni su di loro mostrare, senza dover giustificare con i loro coetanei decine di foto imbarazzanti o peggio gestire ostacoli di reputazione alle loro ambizioni e possibilità.

Ho recentemente creato l’account di Facebook di mia figlia: poche informazioni richieste – nome, cognome e un’email. Facebook non la conosceva. Fino alla prima schermata. Alla seconda parenti e amici erano tra gli amici suggeriti: non ne ha sbagliato uno.

Affascinante, certo. Ma anche un po’ inquietante.


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Il fascino di Instagram

Nonostante l’idea di Instagram non sia eccessivamente originale nè rivoluzionaria, bisogna dire che questa app sta cambiando il modo in cui si possono condividere immagini su Internet.
L’applicazione gratuita scaricabile sia per iPhone e iPod che per Android sta costantemente guadagnando il consenso dei nostri ragazzi, tanto che mentre i genitori iniziamo finalmente ad abbracciare le dinamiche di Facebook, loro si spostano al passo successivo.

Stiamogli dietro!

LaTuaFamigliaInRete-Instagram_logo

Cosa è Instagram?

È un modo pratico e divertente di condividere immagini con i tuoi amici: si scatta una foto col cellulare, si applica un filtro a scelta (che colora, che distorce, che sfuoca) e infine si condivide la foto sul network stesso di Instagram oppure attraverso i classici Facebook, Twitter e Tumblr.

Dobbiamo temere Instagram?

Come nel caso di tutte le applicazioni social esistono aspetti da non sottovalutare. Anche qui è saggio capire come i nostri ragazzi utilizzano Instagram.

Innanzitutto le informazioni necessarie per aprire un account sono un nome utente e una password.

Mentre per la prima che sarà mostrata a tutti valgono le solite regole sui nomi account (evitare nome e cognome, nomi offensivi o che attirino troppo l’attenzione), per la seconda c’è solo da sceglierla complessa e tenerla segreta.

Viene anche chiesto un numero di telefono, informazione che è però opzionale – evitiamo di inserirla.

La cosa importante da sapere è che le foto caricate sono per definizione pubbliche, a meno che non si chieda esplicitamente di avere un profilo protetto. Considera che a seconda dell’età, il tuo ragazzo vorrà lasciare questa opzione più o meno attiva: ad esempio i più grandi tenderanno ad avere un profilo pubblico che gli permetterà di avere il maggior numero di sostenitori (quelli che loro chiamano i follower, dall’inglese follow cioè seguire) – lo sport nazionale dei nostri adolescenti su internet.

I ragazzi più piccoli saranno invece convinti più facilmente a tenere tutto segreto: fai loro notare che in questo modo eviteranno che le foto possano essere viste anche dagli amici.. non graditi. Avrà sicuramente più effetto rispetto al discorso degli sconosciuti, sbircioni e invadenti.

Per rendere un profilo privato, vai sulla pagina del profilo e all’ultima opzione seleziona “foto private”.

In questo modo il tuo ragazzo approverà gli utenti prima di abilitarli alla visione delle immagini.

E’ altrettanto importante sapere che le foto possono essere geolocalizzate, ma fortunatamente questa volta l’impostazione predefinita lo evita. Verifica che sia effettivamente così.

Geolocalizzare una foto è potenzialmente molto pericoloso perché indica con estrema precisione il luogo dove è stata fatta, e la sua pubblicazione immediata fornisce informazioni su quando è stata scattata.

In un sito come Instagram, usando un profilo pubblico, chiunque potrebbe sapere dove si trova il tuo ragazzo in un determinato momento.

Infine Instagram infine esporre il tuo ragazzo a contenuti inappropriati.

Su Instagram infatti è molto popolare associare uno o più tag ad una foto, per poi usarli come strumento di ricerca e associazione immagini.

L’hashtag è infatti una parola chiave o una concatenazione di termini preceduto dal simbolo # che classifica e raggruppa appunto immagini.

Cercare immagini per hashtag è molto semplice e potente. Purtroppo è anche molto libero.

Dato che le immagini non vengono filtrate quando vengono inviate, il tuo ragazzo potrebbe involontariamente incappare in situazioni inappropriate. Abbiamo fatto una ricerca per #teen e ci siamo ritrovati con queste foto:

LaTuaFamigliaInRete-instagram

E’ un po’ come non proteggere le ricerche con Google o Bing, lo faresti?

Instagram è davvero un modo bello e divertente di condividere immagini, di socializzare con chi conosciamo in maniera diversa e di vedere persone e luoghi che non conosciamo, tuttavia non è decisamente strutturata per proteggere la privacy dei ragazzi.

E i malintenzionati lo sanno benissimo.

Come sempre non vietiamone l’utilizzo, ma spieghiamo ai ragazzi i potenziali pericoli.


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Lo scudo amico – Antivirus

Facciamoci una domanda: se prendete un computer non protetto e lo collegate alla rete, quanto tempo passa prima che venga infettato da un Malware ?

La risposta è: molto meno di quello che tutti noi possiamo pensare.

Nel 2003 mediamente il tempo medio era 40 minuti. Un anno dopo già 20 minuti. Nel 2008 un computer che montava Windows XP senza aggiornamenti rimaneva intatto tra i 5 e i 16 minuti.

L’Internet Storm Centre (ISC) ha pubblicato una interessantissima tabella che ha chiamato survival time (tempo di sopravvivenza), che riporta i tempi medi di sopravvivenza di un PC collegato a Internet prima che sia attaccato ad una delle sue porte di comunicazione.

Sembra che oggi un PC possa resistere tra i 40 e i 200 minuti prima che una qualche forma di software malevolo automatizzato lo raggiunga e provi a comprometterlo. I numeri per altri tipi di sistemi operativi (ad esempio Unix e Linux) sono migliori (da 400 a 1,400 minuti), ma la morale rimane la stessa: l’unico modo di avere un computer assolutamente sicuro è quello di non connetterlo alla rete.

O cercare di proteggerlo.

Quando sei su Internet, tutto passa dal computer che usi. Oltre alla minaccia dei virus, oggi esistono molti modi per fare danni sfruttando le debolezze del tuo PC.

E’ certamente necessario installare del software di protezione per proteggere il tuo computer da virus e altre minacce.

E’ altrettanto importante che tu mantenga sempre aggiornato il tuo software di protezione.

Per la protezione da virus, spyware e altro software dannoso sono disponibili numerosi software antivirus.

Per il mondo Windows puoi visionare un elenco di fornitori di software di protezione qui.

Se non sai quale scegliere prova a scaricare Microsoft Security Essentials, che fornisce protezione in tempo reale per i PC di casa o di una piccola impresa.

Microsoft Security Essentials è gratuito ed è stato concepito per l’installazione semplice e la facilità di utilizzo. Opera in background in modo discreto ed efficiente, senza richiedere interruzioni o aggiornamenti da parte dell’utente.